Immaginate la scena: vi svegliate con una febbre da cavallo, la testa che martella e le gambe che sembrano gelatina. L’unica cosa che vorreste fare è rimanere sotto le coperte, ma no. C’è quell’ansia che monta: il certificato medico. Dovete uscire, affrontare la sala d’attesa piena di gente, sperare che il medico vi riceva in tempo per inviare il protocollo all’INPS. Un incubo che milioni di lavoratori dipendenti conoscono fin troppo bene.
Ma preparatevi, perché potrebbe arrivare una svolta storica. Stiamo parlando della possibilità di ottenere il certificato di malattia tramite una semplice videochiamata, comodamente dal vostro letto. Non è fantascienza, ma una realtà legislativa che coinvolge la telemedicina e i certificati medici online. La televisita per l’assenza dal lavoro è ormai una prospettiva concreta che cambierà il rapporto tra pazienti, medici di famiglia e datori di lavoro.
Certificato medico online: cosa prevede la normativa 2024
Il 18 dicembre è entrata in vigore una normativa che potrebbe rivoluzionare le regole per tutti i lavoratori italiani. L’articolo 58 della legge 182 del 2005 introduce ufficialmente la possibilità per i medici di famiglia di rilasciare certificati per l’assenza dal lavoro tramite quello che viene definito televisita. Non stiamo parlando di un semplice messaggio su WhatsApp con scritto “sto male”. La televisita è un atto medico vero e proprio, completo e certificato, semplicemente svolto a distanza attraverso telefono o videochiamata. La grande novità? Questa certificazione digitale ha lo stesso valore legale di quella fatta di persona nello studio medico.
Fino a questo momento, la legge italiana è stata rigidissima su questo punto: il medico di base non poteva emettere certificati senza aver visitato fisicamente il paziente, che fosse in ambulatorio o a domicilio. Nessuna eccezione, nessuna scorciatoia. Questo vuoto normativo ha creato situazioni assurde e stressanti. Pensate ai casi di lombosciatalgia acuta, quando letteralmente non riuscite ad alzarvi dal letto. Oppure a quelle influenze devastanti che vi lasciano senza forze. In questi momenti, doversi trascinare fuori casa per ottenere un pezzo di carta diventa un’impresa eroica, quasi paradossale: state troppo male per lavorare, ma non abbastanza per evitare di uscire a certificarlo.
Televisita e telemedicina: vantaggi per lavoratori e medici
Questa riforma rappresenta un passo avanti significativo verso la digitalizzazione del sistema sanitario italiano. La telemedicina non è più solo una possibilità teorica o un’opzione di lusso: diventa uno strumento ufficiale e legalmente riconosciuto per gestire le certificazioni mediche. I vantaggi sono evidenti per tutti. I lavoratori possono evitare spostamenti inutili quando stanno davvero male, riducendo anche il rischio di contagiare altre persone nelle sale d’attesa. Gli ambulatori medici vedranno ridursi le code per visite che potrebbero essere gestite efficacemente a distanza. E i medici stessi avranno uno strumento in più per tutelare i propri pazienti senza esporsi a vuoti normativi.
Il rischio fino ad oggi non è stato solo il disagio fisico. Se non riuscite a inviare tempestivamente il protocollo all’INPS e al datore di lavoro, potreste incorrere in provvedimenti disciplinari per inadempienza. Un bel problema quando siete febbricitanti e il medico non risponde al telefono. Con la televisita, questo scenario diventa finalmente superabile.
Certificato malattia a distanza: quando sarà operativo
Ora arriviamo alla parte delicata, quella che potrebbe farvi risparmiare una discussione imbarazzante con il vostro medico. Potete richiedere la visita online già da subito? La risposta breve è: probabilmente no, non ancora. La legge esiste, è stata approvata ed è tecnicamente in vigore. Il problema è che mancano le famose “istruzioni per l’uso”. La normativa infatti rimanda a un successivo accordo in Conferenza Stato-Regioni, quel tavolo dove il Ministero della Salute e le amministrazioni regionali si siedono insieme per decidere i dettagli operativi.
Cosa devono stabilire? Due aspetti fondamentali: quali sono i casi specifici in cui si può utilizzare la televisita, perché non varrà per tutte le situazioni mediche, e quali sono le modalità tecniche operative concrete per metterla in pratica. La legge non ha indicato una scadenza precisa per questo decreto attuativo. Potrebbe essere questione di settimane o di mesi. Nel frattempo, continuano a valere le regole tradizionali: il medico deve ancora accertare di persona le vostre condizioni di salute prima di rilasciare il certificato.
Come cambierà il sistema sanitario con i certificati digitali
Quando finalmente l’accordo Stato-Regioni verrà siglato e pubblicato, assisteremo a una piccola rivoluzione nel rapporto tra lavoratori, medici e datori di lavoro. Le file agli ambulatori si ridurranno, lo stress per ottenere certificazioni in situazioni di emergenza diminuirà, e il sistema sanitario nazionale compirà un passo importante verso la modernizzazione. Certo, ci saranno sfide da affrontare: garantire la sicurezza delle piattaforme digitali utilizzate, tutelare la privacy dei dati sanitari trasmessi a distanza, formare adeguatamente i medici sull’uso di questi strumenti.
Ma il principio è stato sancito: la telemedicina non è più un’opzione di serie B, ma uno strumento legittimo ed equivalente alla visita medica tradizionale. La situazione attuale è quindi questa: la strada è tracciata, la direzione è chiara, il futuro sarà sicuramente più digitale. Ma fino all’arrivo del decreto attuativo che definisce i dettagli operativi, non potete pretendere che il vostro medico vi rilasci certificati tramite videochiamata. La prossima volta che vi sveglierete con la febbre alta, forse non dovrete più affrontare l’odissea per ottenere quel benedetto certificato. Bisogna solo aspettare che la burocrazia faccia il suo corso.
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