Prima di noi stasera su Rai 1: Daniele Luchetti firma un capolavoro struggente che lascia il segno, ecco perché non puoi perderlo

In sintesi

  • 🎬 Prima di noi
  • 📺 Rai 1, ore 21:30
  • 📖 Serie epica e intensa che racconta la saga della famiglia Sartori tra il 1930 e il 1938, intrecciando drammi personali e grandi eventi storici italiani, con particolare attenzione ai dilemmi morali e all’impatto della Storia sulle vite individuali.

Prima di noi, Rai 1, Daniele Luchetti, Linda Caridi, Andrea Arcangeli, Matteo Martari. Se stasera hai voglia di una storia epica, intensa e visivamente potentissima, la seconda serata-evento della serie tratta dal romanzo di Giorgio Fontana è la scelta più intrigante del palinsesto dell’11 gennaio 2026. Gli episodi 3 e 4, in onda alle 21.30 su Rai 1, sono il cuore emotivo dell’intera saga: il momento in cui la famiglia Sartori entra veramente nella Storia con la “S” maiuscola e in cui i nodi morali del protagonista iniziano a stringersi fino a soffocarlo.

Prima di noi e il motivo per cui merita la serata

Chi segue la serialità italiana sa che quando Daniele Luchetti mette mano alla regia, l’atmosfera cambia subito: c’è quella cura quasi maniacale per la messa in scena storica, la voglia di scaldare la fiction con un cuore da cinema e quella capacità rara di raccontare l’Italia attraverso le famiglie. “Prima di noi” conferma tutto questo, ma ci aggiunge un dettaglio che la rende speciale: la sensazione di star guardando la genealogia di un Paese più che di una semplice famiglia.

Gli episodi in onda stasera, ambientati nel 1930 e nel 1938, sono una tappa fondamentale. Da un lato vediamo i figli di Nadia e Maurizio diventare adolescenti e poi giovani adulti, ognuno con il proprio percorso, timoroso o ribelle. Dall’altro assistiamo al lento logorarsi di Maurizio, tormentato dal tradimento che i fascisti Becchiarutti lo costringono a compiere. L’ombra del ricatto, del tradimento e della colpa attraversa ogni scena, dando alla serie un tono quasi da tragedia moderna.

Per i nerd delle grandi saghe familiari c’è un gusto quasi filologico nel seguire la cura con cui la produzione racconta la trasformazione dell’Italia: dal Friuli rurale alla Torino industriale, passando per il fascismo, i presagi di guerra e l’impossibilità di restare neutrali quando la macchina della Storia si muove.

Prima di noi: cosa accade negli episodi 3 e 4

L’episodio 3, ambientato nel 1930, si concentra sulla crescita dei figli Sartori e soprattutto sulla caduta morale di Maurizio. Il ricatto sulla sua diserzione lo colpisce come un fendente: è costretto a tradire gli antifascisti, incluso l’amico fraterno Leone. Un gesto che diventerà la sua condanna esistenziale. E qui la serie sa essere durissima, mostrando senza retorica come certe scelte individuali, fatte magari per sopravvivere, finiscano per macchiare intere generazioni.

Nell’episodio 4, ormai nel 1938, la tragedia personale di Maurizio si intreccia con i presagi della guerra in arrivo. Il suo tentativo di ricucire i rapporti con i figli e con Leone pare un ultimo atto d’orgoglio, quasi un moto di vita prima del crollo. Il finale dell’episodio, con la sua morte nella neve dopo un gesto di altruismo, è simbolicamente potentissimo: la Storia non perdona, ma nemmeno la coscienza.

Uno degli elementi più affascinanti per chi ama scavare sotto il racconto riguarda il personaggio stesso di Maurizio: è un eroe tragico, un uomo che vorrebbe essere all’altezza ma non lo è, un personaggio raro nella fiction italiana, dove spesso i protagonisti devono essere rassicuranti o “buoni”. Qui, invece, assistiamo al ritratto di un uomo attraversato dalla paura, dal senso del dovere, dalla colpa e dall’amore per i figli. La sua complessità lo fa somigliare più a un personaggio da romanzo europeo novecentesco che a un eroe televisivo.

  • Linda Caridi è magnetica nel ruolo di Nadia: una madre forte, concreta, archetipica senza perdere mai autenticità.
  • Andrea Arcangeli porta su schermo un Maurizio di rara intensità, scavato, contraddittorio e terribilmente umano.

Il cast giovane e adulto funziona in modo sorprendentemente armonico, e si sente quanto Luchetti e Valia Santella abbiano lavorato sulla continuità emotiva dei personaggi più che su quella fisica. La crescita di Gabriele, Domenico e Renzo colpisce proprio perché ciascuno porta visibilmente addosso i segni dei traumi familiari.

Un impatto culturale che va oltre la fiction

“Prima di noi” è una serie che sta già lasciando un segno. Non solo per la qualità tecnica o la potenza narrativa, ma perché dà forma a quel tipo di racconto generazionale che in Italia mancava da tempo. È un’opera che parla dell’identità del Paese in modo non didascalico, non nostalgico, ma profondamente emotivo.

C’è una cosa che colpisce più di tutte: la capacità di far sembrare la Storia qualcosa di vivo, di inevitabile, che preme addosso ai personaggi proprio come preme la neve sul corpo di Maurizio nell’ultima scena dell’episodio 4. È una metafora trasparente ma potente, un’immagine che resta nella memoria e che dice molto su come la serie intenda raccontare il Novecento: non come un museo, ma come un’eredità che scorre nelle vene.

Se ami le saghe familiari corpose e strutturate alla “This Is Us”, ma con un’anima profondamente italiana, questa serie è per te.

Se cerchi una narrazione storica che non sia solo ricostruzione, ma riflessione emotiva, troverai molto a cui aggrapparti.

Stasera Rai 1 propone due capitoli centrali, intensi e drammatici: perfetti per chi vuole tuffarsi in una storia che non ha paura di graffiare e che, proprio per questo, sa farsi ricordare.

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