In sintesi
- 🎭 Pietro – Un uomo nel vento
- 📺 Rai 1, ore 21:30
- 📖 Un monologo di Roberto Benigni ambientato nei luoghi più iconici del Vaticano, che racconta la vita dell’apostolo Pietro con uno sguardo umano e moderno, intrecciando testi evangelici, apocrifi e poetica personale, in un evento televisivo unico tra spiritualità, arte e narrazione.
Roberto Benigni, San Pietro, Rai 1 e lo scenario unico del Vaticano aprono la programmazione televisiva di stasera con una prima mondiale che promette di diventare uno degli eventi culturali più importanti del 2025. “Pietro – Un uomo nel vento”, in onda alle 21:30 su Rai 1, è più di un semplice spettacolo: è un viaggio nella storia dell’apostolo più umano e contraddittorio, raccontato dalla voce e dal corpo di un artista che ha trasformato il monologo televisivo in opera d’arte popolare.
Pietro – Un uomo nel vento su Rai 1: perché è l’evento da non perdere stasera
Benigni torna al grande racconto spirituale dopo i suoi celebri show dedicati alla Divina Commedia, e lo fa al termine del Giubileo 2025, in una cornice che nessun’altra produzione aveva mai ottenuto: i Giardini Vaticani, la Basilica, la navata centrale e perfino la Necropoli dove è custodita la tomba dell’apostolo. Una scelta che da sola basta a spiegare l’eccezionalità di questo appuntamento.
Il monologo ricostruisce la vita di Simone, pescatore di Galilea, fino alla trasformazione in Pietro, la “pietra” su cui Cristo decide di fondare la sua Chiesa. Ma, come sempre in Benigni, non è la cronaca dei Vangeli a dominare: è l’umanità. La fragilità. Il temperamento impulsivo. Quell’essere “troppo umano” che rende Pietro un personaggio narrativamente potentissimo. È proprio questa lettura a rendere lo spettacolo un evento quasi nerd per chi ama il racconto biblico come patrimonio culturale e non solo religioso.
Gli episodi che conosciamo vengono smontati e ricomposti attraverso una lente teatrale: la pesca miracolosa, il rinnegamento, l’investitura, la corsa al sepolcro. Tra riferimenti ai testi canonici e incursioni negli apocrifi, Benigni costruisce un arco narrativo che assomiglia più alla struttura di un grande film epico che a un monologo statico.
L’eredità culturale e il significato del racconto di Pietro
Uno degli elementi più affascinanti dello spettacolo è il modo in cui Benigni rilegge Pietro come simbolo dell’uomo moderno. Non il santo perfetto, ma il fallibile, quello che sbaglia e si rialza, che fugge e poi torna. Il Pietro giovane, quasi impetuoso, molto più vicino al quadro di Eugène Burnand del 1898 – quello che corre, col vento in faccia e il fiato corto, verso il sepolcro di Gesù – che alle immagini iconografiche classiche.
Questa reinterpretazione ha un impatto culturale enorme: rimettere al centro la vulnerabilità di un personaggio religioso significa restituire al pubblico un ponte tra fede, letteratura, narrazione e identità collettiva. È una scelta perfetta per la televisione di servizio pubblico, che si pone l’obiettivo di unire spiritualità e spettacolo senza cadere nella retorica.
E poi c’è la firma di Benigni: alla delicatezza teologica unisce ironia, ritmo, un senso quasi cinematografico del montaggio delle parole. Chi conosce il suo lavoro sa che ogni pausa, ogni respiro, ogni gesto è parte di una drammaturgia millimetrica. Ed è qui che scatta l’entusiasmo del pubblico “nerd” della cultura: la possibilità di vedere un Benigni maturo, ancora una volta alle prese con un testo sacro, ma con uno stile che si è evoluto tantissimo nel corso degli anni.
- Riprese nei luoghi più segreti e iconici del Vaticano.
- Monologo che intreccia Evangelici, apocrifi e poetica personale.
- Orario: 21:30
- Durata: 115 minuti
A livello televisivo, questo evento segna un punto importante anche per la regia di Stefano Vicario, che dirige uno spettacolo difficile, quasi impossibile da incasellare in un genere preciso. Non è teatro filmato. Non è fiction. Non è documentario. È una forma ibrida, quasi nuova per la televisione italiana.
L’attesa della critica è altissima, e i primi giudizi – arrivati da chi ha visto gli estratti in anteprima – parlano già di un prodotto potente, elegante, spirituale. A questo si aggiunge il fatto che Papa Leone XIV ha incontrato Benigni pochi giorni fa e ha espresso entusiasmo per la visione del lavoro. Un endorsement raro, che rende questo debutto televisivo ancora più significativo.
La programmazione di stasera, insomma, trova in “Pietro – Un uomo nel vento” la sua punta di diamante. Un’opera che unisce televisione, spiritualità, arte e racconto popolare. Un viaggio nel cuore di un personaggio che continua a parlare al presente, e che Benigni riesce a mettere al centro di una serata destinata a rimanere nella memoria della Rai e del pubblico italiano.
