Nonna esausta per i continui scontri con il nipote adolescente scopre l’errore che commetteva ogni giorno senza saperlo

L’adolescenza è quella fase della vita in cui ogni regola viene messa in discussione, ogni limite percepito come una gabbia da cui liberarsi. Quando poi a dover gestire questa tempesta emotiva è una nonna, la situazione si complica ulteriormente: i nipoti adolescenti possono percepire la figura della nonna come anacronistica, troppo legata a valori del passato, mentre lei si trova a dover bilanciare affetto incondizionato e necessità educativa. Questo conflitto generazionale non è solo fonte di stress, ma rischia di compromettere un legame prezioso che merita di essere preservato e valorizzato.

Perché l’autorità della nonna viene contestata dagli adolescenti

Gli adolescenti attraversano una fase di ridefinizione identitaria in cui contestare l’autorità rappresenta un passaggio evolutivo frequente e, entro certi limiti, del tutto normale. La costruzione dell’identità avviene anche per contrasto con il mondo degli adulti e con le regole familiari. Secondo gli studi di Laurence Steinberg, psicologo dello sviluppo presso la Temple University, tra i 13 e i 17 anni il cervello adolescenziale subisce una profonda riorganizzazione, in particolare a carico della corteccia prefrontale e dei circuiti della ricompensa, che aumenta la sensibilità alle pressioni dei pari e alla ricerca di novità.

Quando l’autorità proviene dalla nonna, si aggiunge una variabile complessa: la distanza generazionale è doppia rispetto a quella con i genitori. I nipoti possono percepire le regole della nonna come obsolete, legate a un mondo che non esiste più, specialmente in ambiti come la tecnologia, le relazioni sociali o la gestione del tempo libero. Questa percezione è coerente con le ricerche sulle discontinuità generazionali, che mostrano come cambiamenti rapidi nel contesto socio-tecnologico accentuino il senso di distanza tra adolescenti e adulti più anziani.

Il dilemma della nonna: tra ruolo affettivo e responsabilità educativa

Le nonne si trovano spesso in una posizione ambigua. In molte culture occidentali sono tradizionalmente percepite come figure che viziano e concedono libertà negate dai genitori. Allo stesso tempo, negli ultimi decenni sono diventate sempre più coinvolte nella cura quotidiana dei nipoti, assumendo responsabilità educative significative. Quando devono far rispettare regole precise, possono vivere un conflitto di ruolo tra la funzione affettiva e quella normativa, e questa ambivalenza crea confusione negli adolescenti, che faticano a riconoscere coerenza nel comportamento della nonna.

Una ricerca condotta dall’Istituto degli Innocenti di Firenze sul ruolo dei nonni nella cura dei nipoti in Italia evidenzia come i nonni, e in particolare le nonne, siano sempre più coinvolti nella gestione quotidiana dei bambini e dei ragazzi, soprattutto per esigenze di conciliazione lavoro-famiglia dei genitori. Questo cambiamento richiede un ripensamento del ruolo e delle strategie relazionali, perché oggi la nonna non è più solo la figura che coccola nei weekend, ma diventa spesso educatrice a tempo pieno.

Strategie concrete per ricostruire l’autorevolezza senza perdere l’affetto

Negoziare le regole invece di imporle

Gli adolescenti hanno bisogno di sentirsi parte attiva delle decisioni che li riguardano: la partecipazione alle scelte aumenta il senso di responsabilità e l’adesione alle regole. Una nonna può trasformare il momento della regola in un’opportunità di dialogo: “Dobbiamo trovare un accordo sull’orario di rientro. Tu cosa proponi?”. Questo approccio è in linea con la pedagogia del conflitto e della negoziazione proposta dal pedagogista Daniele Novara, che invita gli adulti a passare dalla logica del comando a quella dell’accordo esplicito, per rendere i giovani co-responsabili delle norme.

Distinguere tra valori non negoziabili e flessibilità situazionale

Non tutte le battaglie vanno combattute con la stessa intensità. Una nonna efficace sa riconoscere quali sono i valori fondamentali su cui non transigere, come rispetto, sicurezza e onestà, e quali invece sono aspetti su cui può mostrarsi flessibile, come abbigliamento, gusti musicali e gestione del tempo libero. Le linee guida sul lavoro con gli adolescenti suggeriscono di concentrare il controllo adulto soprattutto sulle aree con impatto su salute e sicurezza, mantenendo maggiore elasticità su espressione personale e stili di vita, per preservare la relazione e l’autonomia evolutiva.

Valorizzare l’esperienza senza nostalgia sterile

Invece di ricorrere al classico “ai miei tempi”, che provoca immediato rifiuto negli adolescenti, la nonna può raccontare esperienze personali in forma narrativa, mostrando come ha affrontato dilemmi simili. L’uso della narrazione autobiografica in chiave non moralistica è considerato uno strumento utile per favorire identificazione e dialogo intergenerazionale, più efficace dei messaggi prescrittivi diretti, specialmente in età adolescenziale. Condividere una storia personale, con le sue fragilità e conquiste, rende la nonna più umana e meno giudicante agli occhi del nipote.

Creare ponti generazionali: il valore dell’ascolto attivo

Gli adolescenti contestano maggiormente chi sentono distante dal loro mondo. Una nonna che si interessa genuinamente alle passioni dei nipoti, che fa domande senza giudicare, che cerca di comprendere il contesto sociale e tecnologico in cui vivono, costruisce credibilità relazionale. L’ascolto attivo, che implica attenzione, sospensione del giudizio e restituzione di quanto si è compreso, è riconosciuto come una competenza chiave nelle relazioni educative con adolescenti.

Il terapeuta familiare danese Jesper Juul sottolinea l’importanza dell’ascolto come precondizione di qualsiasi autorità educativa: solo chi si sente riconosciuto e preso sul serio è disposto, a sua volta, ad accettare limiti e indicazioni da parte dell’adulto. Non serve conoscere tutte le piattaforme social o i videogiochi preferiti dai nipoti, ma basta mostrare curiosità autentica verso ciò che per loro conta davvero.

Il supporto dei genitori: definire insieme il perimetro educativo

Una criticità frequente emerge quando nonna e genitori non sono allineati sulle regole. Gli adolescenti, in generale, tendono a sfruttare le incongruenze tra figure adulte per ottenere maggiore margine di libertà, fenomeno ben documentato negli studi sui sistemi familiari. È quindi importante che la nonna concordi preventivamente con i genitori quali sono le norme da rispettare quando i nipoti stanno con lei, evitando di essere molto più permissiva o molto più rigida.

In ambito psico-educativo italiano, autrici come Paola Scalari sottolineano il valore della coerenza educativa come complementarietà consapevole: non uniformità assoluta, ma un quadro di riferimento condiviso in cui ogni adulto mantiene le proprie specificità all’interno di confini comuni e comprensibili per i ragazzi. Questa coerenza non significa rinunciare alla propria personalità educativa, ma costruire una rete di adulti che si sostengono a vicenda.

Gestire le tensioni: quando il conflitto è inevitabile

Alcune tensioni sono fisiologiche e non vanno evitate a tutti i costi. Un adolescente che contesta non sta necessariamente rifiutando la nonna, ma sta esercitando il proprio bisogno di autonomia: la letteratura sullo sviluppo segnala come l’aumento di conflitti con gli adulti, specie su questioni quotidiane, sia un indicatore tipico e in sé non patologico dell’ingresso nell’adolescenza. Saper gestire il disaccordo senza drammatizzare, mantenendo ferma la propria posizione ma riconoscendo la legittimità del punto di vista altrui, insegna competenze relazionali preziose.

Quando tua nonna ti dà una regola tu cosa fai?
Negozio e trovo un accordo
Contesto sempre per principio
Obbedisco ma poi faccio come voglio
Ascolto perché mi fido di lei
Chiamo subito mamma e papà
  • Evitare escalation emotive: prendersi tempo prima di rispondere se ci si sente provocati è una strategia raccomandata negli interventi psicoeducativi con famiglie di adolescenti, per ridurre interazioni impulsive e aggressive
  • Usare messaggi in prima persona: “Mi preoccupo quando…” invece di etichette come “Tu sei sempre…”, tecnica comunicativa che diminuisce la percezione di attacco personale e favorisce il dialogo
  • Riconoscere apertamente quando si sbaglia: la disponibilità dell’adulto a riconoscere i propri errori è associata a una maggiore percezione di equità e fiducia da parte degli adolescenti
  • Riprendere il dialogo dopo il conflitto: non lasciare che il rancore sedimenti sostiene la riparazione relazionale, elemento centrale nelle dinamiche familiari sane

Trasformare la distanza generazionale in risorsa

La prospettiva della nonna può diventare un valore aggiunto proprio grazie alla distanza temporale. Lei ha visto evoluzioni, cambiamenti, mode passare. Gli studi sui rapporti nonni-nipoti mostrano che i nonni possono offrire continuità biografica e una visione più ampia nel tempo, aiutando i giovani a dare senso alla propria storia familiare e a relativizzare problemi che appaiono immediati e schiaccianti. Questo ruolo di saggezza prospettica si conquista con pazienza e autenticità, non si impone.

Il legame tra nonni e nipoti adolescenti può attraversare momenti difficili, ma rappresenta un’opportunità unica di crescita reciproca. La nonna che accetta di mettersi in discussione, che evolve il proprio modo di relazionarsi rispettando i cambiamenti dei tempi senza tradire i propri valori, costruisce un’eredità relazionale che i nipoti tenderanno a riconoscere e apprezzare, magari non subito, ma spesso nel corso della vita adulta. Questa capacità di adattarsi rimanendo salde nei propri principi è forse la lezione più preziosa che una nonna può trasmettere.

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